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Granfondo disc

Cosa prova un ex professionista quando si ritrova a pedalare per la prima volta su una bici da corsa con freni a disco? Ricardo Pichetta, ambassador Officine Mattio, ci racconta la sua prima uscita con la OM Granfondo Disc.

 

La bellezza che conquista il cuore

La Officine Mattio Granfondo è stata la mia prima bici con freno a disco: una bella sfida per me che, da quando è nato questo nuovo concept per le bici da strada, sono sempre stato un po’ scettico, non tanto dal punto di vista meccanico quanto funzionale.
Tutto ciò che piace agli occhi tuttavia ha la strada spianata per il cuore e la Granfondo disc il cuore lo ha fatto battere fin da subito, al primo sguardo, dimenticando così ogni titubanza.

Esteticamente perfetta

La geometria è leggermente diversa dal solito: il tubo orizzontale è leggermente più corto, la serie sterzo un po’ più alta per garantire una posizione più confortevole e il carro posteriore è slooping per rendere il telaio bello rigido e reattivo.
Esteticamente la Granfondo Disc è customizzata in ogni piccolo dettaglio e la colorazione è davvero sorprendente: base cromata, che ad oggi sul carbonio è diventata una vera chicca, arricchita da parti arancio McLaren per dare un tocco di vivacità a qualcosa già di estremamente bello, persino l’attacco manubrio è personalizzato con una cromatura che rimanda il telaio.
È montata con il nuovo Sram Red Etap Disc wireless, sella Ax Lightness total carbon e, per finire in bellezza, ruote Lightweight Meilestein disc con tubolare Continental sprinter, bellissima da vedere, il tutto con un peso di circa 6,740kg….

In picchiata sui tornanti

Vado a casa, entusiasta, con il cuore quasi in soglia già prima di salire in bici. La metto in bolla con le mie misure, sapendo che avendo una nuova geometria avrei comunque dovuto modificare ancora qualcosa in seguito…..
Mi cambio alla velocità della luce, salgo in sella e, abitando ad Albaretto della Torre, nel cuore dell’alta Langa, ho due opzioni: partire in salita o partire in discesa. Ovviamente opto per la discesa mettere subito alla prova il freno a disco.

FIGATA TOTALE!!!

Esco dal portone di casa e mi butto a capofitto in discesa. Trovo subito un ottimo feeling con la posizione, che mi fa sentire particolare sicurezza e facilità nella guida… Arrivo alla prima curva pronto a testare i dischi, ben sapendo che con una pendenza del 12% è facile prendere velocità. La reattività del freno impressionante, cosa nuova per me che, fino ad ora, avevo usato freni normali su ruote in carbonio, FIGATA TOTALE, sicurezza garantita e meno dispendio di energie psico-fisiche.

Reattività, non solo in frenata

Posso finalmente far correre la bici e, nei tornanti finali, inizio a staccare alla Valentino Rossi, senza preoccuparmi del controllo… Il falsopiano in discesa vola via veloce, arrivo a Gallo Grinzane dove decido di salire a La Morra da località Annunziata. Arrivo lanciato… Noto una particolare tenuta di ritmo sul passo, la salita non è dura, ha pendenze di circa il 5/7%. Mi alzo e la rilancio più volte, la sento scivolare fluida sotto i miei colpi di pedale.

Le ruote Lightweight sono qualcosa di GODURIOSO, le mie preferite che porterò sempre nel cuore: ricordo con piacere una tappa vinta al Giro delle Valli Cuneesi tanti anni or sono, dove ho avuto l’onore di battere un campione attuale del nome di Fabio Aru. Allora usavo il modello Meilestein Obermayer datemi in prestito da un grande amico quale Pietro.
La salita passa veloce, noto un rumore del disco quando mi alzo in piedi, cosa già anticipatami dal meccanico di Cicli Mattio in quanto il freno doveva assestarsi, cose da poco…

Sul tetto delle Langhe

Arrivo in cima a La Morra, paesaggio fantastico, scatto la prima foto della nuova bici col sole che la fa splendere, mi bevo un bicchiere di nebbiolo, col sorriso in faccia, riparto e ritorno a casa passando per Verduno e poi Diano d’Alba, percorso sali e scendi dove confermo il primo feeling. Cosa noto di diverso è che, dopo circa 1h30′ di ride a gasaperto, il confort è ottimo grazie principalmente da una posizione anteriore più alta e meno racing.

La splendente Granfondo in cima a La Morra

Fra comfort e prestazioni

Eccomi arrivato a casa, dopo 2h30′ di bici col coltello tra i denti, soddisfatto del mio bolide a due ruote che mi ha garantito una totale sicurezza, tranquillità e molto meno stress, soprattutto nelle discese.
Consiglio questa bici a chi vuole avere una fuoriserie al proprio fianco, bella da vedere ma soprattutto efficiente, sicura e comoda, per lunghi giri, granfondo e in generale per percorsi da affrontare con maggior divertimento e minor stanchezza.

Amanti del racing non preoccupatevi, dovete solamente cambiare alcune parti della geometrie e sarete soddisfatti anche voi!